21 Giugno 2024

Prediabete e diabete gestazionale, un aiuto dalla nutraceutica

Se n’è discusso durante l’ottavo congresso AME Diabetes Update, a Milano, in cui sono stati presentati nuovi dati preliminari su un integratore a base di due alghe, come spiega Marcello Orio, Direttore del Centro Antidiabetico CMSO di Salerno

Si stima che il diabete interessi oggi più di 60 milioni di adulti in tutta Europa, e la sua prevalenza sta aumentando. In particolare, aumentano i casi di diabete tipo 2, cioè quello più legato agli stili di vita scorretti. Nel nostro Paese parliamo di circa il 6% della popolazione, e quindi oltre 4 milioni di persone affette da diabete di tipo 2. Secondo gli esperti però, a questo numero vanno aggiunti i casi sommersi e non diagnosticati, che si pensa ammontino a circa un altro milione e mezzo di persone. Il campanello d’allarme è un innalzamento della glicemia, e cioè degli zuccheri nel sangue a digiuno, che possono identificare una condizione di prediabete. Condizione su cui è possibile intervenire con divrse strategie. Di questo si è parlato nel corso del congresso del’Associazione Medici Endocrinologi “AME Diabetes Update” che si tenuto recentemente a Milano, come racconta Marcello Orio, Direttore del Centro Antidiabetico CMSO di Salerno.

Dott. Orio, cos’è il prediabete? 

“Si tratta di una condizione di passaggio da uno stato di salute a uno di malattia. Esistono categorie di persone a rischio sulle quali dobbiamo porre maggiore attenzione: sono uomini e donne che presentano una glicemia a digiuno non più nella norma, ossia non più inferiore a 100 mg/dl, ma non ancora patologica, ossia non superiore a 126 mg/dl. In questo range compreso tra 100 mg/dl e 126 mg/dl si colloca il prediabete (che precede il diabete di tipo 2, ndr.). Può essere gestito intervenendo sugli stili di vita, attraverso, per esempio, l’aumento dell’attività fisica o il calo del peso corporeo, ma anche utilizzando alcuni integratori”.

Quali sono le novità in questo ambito emerse dall’ultimo meeting AME?

“Si è discusso proprio del ruolo dei nutraceutici nel diabete. In particolare, sono state approfondite le ultime evidenze relative a un integratore con un fitocomplesso estratto da Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus, due alghe brune che svolgono un’azione simile a quella dei farmaci che riducono l’assorbimento di zuccheri. Le alghe vanno, infatti, ad agire sugli enzimi digestivi alfa-amilasi ed alfa-glicosidasi, che sono responsabili dell’assorbimento dei carboidrati. Nell’integratore è stato inserito un adiuvante, il cromo picolinato, che modula anch’esso la risposta glicemica. Da diversi anni viene prescritto per la gestione di diversi problemi metabolici ed è già stato oggetto di alcuni studi scientifici. Alcuni specialisti diabetologi ed endocrinologi della Società Scientifica AME stanno raccogliendo e condividendo dati preliminari sull’utilizzo dell’integratore nel prediabete. Emerge come l’aggiunta dell’integratore possa rallentare l’evoluzione verso una condizione conclamata di malattia. Si tratta però di dati e numeri assolutamente preliminari e che dovranno essere approfonditi”.

Può essere utilizzato anche nelle donne con diabete gestazionale?

“Per diabete gestazionale si intende quello che viene di solito diagnosticato nel secondo o terzo trimestre di gravidanza e che non è presente prima della gestazione. Sono circa 40mila le gravidanze che ogni anno in Italia sono complicate dalla patologia. Anche in questo caso si stanno raccogliendo dati sull’uso dell’integratore composto dalle due alghe, e stanno già arrivando riscontri molto interessanti. L’integratore agisce a livello dell’apparato digerente riducendo l’assorbimento degli zuccheri, quindi può essere utilizzato anche durante una fase delicata e complicata della vita femminile come la gestazione. Il diabete che insorge durante la gravidanza tende a peggiorare con l’avanzare dei mesi. In alcuni casi per il trattamento si arriva all’insulina. L’utilizzo precoce di un integratore naturale può essere una valida ed efficace alternativa per rallentarne la progressione”.

Qual è, oggi, il ruolo della nutraceutica in ambito metabolico?

“I nutraceutici hanno già un vasto utilizzo e un potenziale di crescita in molte condizioni metaboliche e possono integrare i farmaci, o sostituirli in fase precoce. Possiamo considerarli come un ‘ponte’ tra un trattamento che riguarda solo gli stili di vita e la terapia farmacologica. In alcuni casi vanno prescritti come unica cura, in altri invece devono essere utilizzati insieme alle terapie classiche. In ogni caso, devono essere impiegati in maniera sartoriale, prescritti su misura per ogni singolo paziente. A differenza dei farmaci tradizionali, al momento non vi sono studi randomizzati condotti su campioni numerosi. Tuttavia la nutraceutica è sempre più ricercata sia dai medici sia dai pazienti: è una nuova opzione terapeutica dalle grandi potenzialità e come tale ha bisogno di essere inquadrata e studiata. Vi sono già evidenze scientifiche prodotte nell’ambito del trattamento delle diverse disfunzioni metaboliche. Devono essere approfondite da nuove ricerche, come quelle che si stanno conducendo in Italia”.